Sistemi Geotermici StimolatiProgetti in corso
Il progetto europeo di Soultz-sous-Forêts, Alsazia (Francia)
Il progetto europeo SGS a Soulz-sous-Forêt in Francia è stato lanciato 20 anni fa. Si tratta oggi del più importante ed avanzato progetto geotermico di produzione di elettricità mediante calore estratto da grandi profondità. Comprende attualmente tre perforazioni a 5'000 m di profondità, che hanno già permesso di realizzare dei test di circolazione. Le estremità dei pozzi di trivellazione sono distanziati di 600 – 700 m. Sono state aperte delle fessure nella roccia tramite iniezione di acqua ad alta pressione. Degli studi hanno egualmente avuto per oggetto il funzionamento dei collegamenti idraulici sotterranei tra le perforazioni. Questo impianto ha permesso alla tecnologia SGS di superare un traguardo essenziale.
Lo sviluppo della tecnologia SGS si è svolto passo a passo a profondità sempre maggiori. Oggigiorno, il sito alsaziano ha visto la creazione di serbatoi fessurati sotterranei a profondità di 2'000, 3'500 e 5'000 metri. Dal 1998, i lavori di ricerca si concentrano sulla zona più profonda dove regna una temperatura di 200 °C e dove è stato possibile creare un serbatoio fratturato di 2.5 km3 circa. All’inizio del 2008, una piccola centrale pilota di produzione di elettricità dovrebbe essere pronta a prendere il via.
Progetto Deep Heat Mining a Basilea
La città di Basilea si trova all’estremità sud del fossato del Reno, che rappresenta un punto di congiunzione della placca continentale europea. In questo posto, la crosta terrestre è fratturata, le temperature sono dunque elevate già a debole profondità: a 5'000 metri queste raggiungono già i 200 °C. Le condizioni geologiche sono favorevoli. Ciononostante, l’esistenza di una rete di riscaldamento a distanza di grande ampiezza, è un criterio importante per l’utilizzo del calore captato tramite una centrale di produzione. I lavori della perforazione pilota sono iniziati nel 1998 per sfociare sulla roccia cristallina a oltre 2.5 km di profondità. Il profilo di temperatura misurato (gradiente) si è rivelato conforme alle aspettative.
Al fine di controllare la formazione di uno scambiatore di calore sotterraneo tramite iniezione di acqua sotto pressione destinata ad allargare le fratture esistenti, è necessario procedere con delle perforazioni di ascolto sismico in cui si pongono dei captatori di vibrazioni chiamati geofoni, incaricati di registrare e di localizzare i segnali generati dall’apertura delle fratture. I dati ottenuti permettono di stabilire una carta in tre dimensioni, che determinerà la localizzazione delle perforazioni successive. A Basilea si utilizzano per queste registrazioni sei perforazioni di questo tipo poste a diverse profondità.
Il primo foraggio di produzione di 5 km di profondità è stato realizzato con successo tra maggio e novembre 2006 a Kleinhüningen nel perimetro della città. Dopodiché, le operazioni di fratturazione sono immediatamente iniziate ai primi di dicembre. Purtroppo, si sono prodotti degli avvenimenti sismici di forza superiore a M=3 sulla scala di Richter, avvertiti dalla popolazione. Dei danni lievi sono stati constatati su alcuni edifici. Il governo del Canton Basilea-Città ha deciso di fermare il progetto e di procedere con uno studio di valutazione del rischio sismico prima di decidere il proseguimento o l’interruzione definitiva del progetto.
La centrale di produzione di energia in superficie, che avrebbe dovuto entrare in funzione nel 2009, avrebbe dovuto possedere una potenza elettrica di 6 MW e una potenza termica di 17 MW, e permettere di produrre circa 31 GWh di elettricità e 48 GWh di calore all’anno. La scelta tra due modalità di sfruttamento avrebbe garantito una certa flessibilità in funzione dei fabbisogni della clientela: la produzione sarebbe potuta essere aggiustata a seconda del consumo di calore del momento, considerando l’elettricità prodotta come un apporto secondario o, al contrario, orientando la produzione sulla domanda di elettricità e considerando la vendita del risultante calore come minore.
Una prima centrale pilota di piccole dimensioni è necessaria per fornire la prova della fattibilità tecnica di tale sistema e servire da base per la creazione di sistemi analoghi su altri siti.
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